Il tema è di quelli impegnativi. Mentre ci si sofferma sul futuro dell’INPS e la politica continua a ragionare su come mantenere adeguati livelli di assistenza al consumo di chi non produce, molti lavoratori autonomi e professionisti restano senza la minima e basica tutela. Una disparità ottocentesca difficilmente comprensibile, soprattutto oggi, nel momento in cui essere un Professionista è sinonimo di basso reddito e precarietà.

Tuttavia il giro d’affari dietro le Casse di previdenza professionale resta  notevole; le stime parlano di 80 miliardi di euro che gli enti di avvocati, infermieri, medici, agenti di commercio, ecc gestiscono in via del tutto privatistica. Gli investimenti in immobili restano il problema principale, facendo delle Casse un surrogato oscuro di uno dei massimi player sul mercato immobiliare europeo.

Potrà cambiare questo modello di malagestione? Il dato clientelare è difficile da scalfire, soprattutto per la scarsa sensibilità politica di governi e rappresentanti sindacali; tuttavia con la crisi dell’intero sistema previdenziale ed assistenziale è certo che anche su questi Enti privati ma di funzione pubblica qualcosa dovrà muoversi.

 

Cesare Comandini